fixed chars stats / background - expanded adventure's handout
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@@ -62,6 +62,14 @@ Occhio sinistro velato. Immune a cecità magica 1/g.
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## 📖 Background
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Joran è cresciuto sulle banchine fradice di Old Korvosa, figlio di pescatori e superstizioni. La sua vita era fatta di reti, frecce e fughe dalle bande locali. Un giorno, però, un duello tra due nobili si concluse con un cadavere nel suo cortile, ma nessuno venne a reclamare il corpo. Da allora Joran non si fida più di nessuno che abbia un mantello troppo pulito.
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Ha l'occhio sinistro velato di bianco, forse a causa di un veleno, ma ci vede più lontano di molti.
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Joran è cresciuto tra l’odore salmastro delle banchine di Old Korvosa, dove le reti si intrecciano alle bugie e ogni onda nasconde un segreto. Figlio di pescatori segnati dal sale e dalla fatica, è stato svezzato tra le maree e le superstizioni, imparando a leggere il cielo meglio delle mappe e a seguire le tracce come si segue la corrente.
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La sua giovinezza è trascorsa tra fatiche genuine e pericoli meno limpidi: bande locali che controllavano i moli, uomini con sorrisi storti e coltelli più veloci della parola. È diventato cacciatore più per necessità che per vocazione, affilando il suo arco e il suo silenzio.
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Una notte, il mondo cambiò. Due nobili si affrontarono in duello nel retro della sua casa. Nessuno urlò. Nessuno cercò giustizia. Solo un corpo dimenticato tra le conchiglie e il fango, e il sangue che si mescolava alle acque del porto. Joran aspettò che qualcuno venisse a reclamare quel morto. Non arrivò mai nessuno. Da allora, ha smesso di credere in chi ha troppi stemmi cuciti addosso e troppi servitori pronti a mentire per lui.
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Ha l’occhio sinistro velato da una patina biancastra, forse per via di un’esposizione prolungata a un veleno delle paludi o a un sortilegio male indirizzato. Eppure, con quell’occhio vede lontano — più lontano di quanto molti vorrebbero.
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Ora vive ai margini di Korvosa, in bilico tra la città che l’ha addestrato e il mondo selvaggio che gli ha insegnato a sopravvivere. Taciturno, osservatore, sempre un passo indietro e una freccia avanti.
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_"La città ti addestra. Ma è fuori città che impari a sopravvivere."_
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@@ -62,6 +62,14 @@ Indossa un vecchio orecchino da contrabbandiera. +2 a Furtività in ambienti urb
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## 📖 Background
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Kira non ha mai conosciuto i suoi genitori. È cresciuta nei vicoli umidi di Bridgefront, tirando a campare tra borsellini e bugie. Da bambina era la messaggera preferita di una vecchia ladra che la chiamava “tesoro”, e da lei ha imparato l'arte del passo silenzioso e del pugnale amico. Indossa ancora l'orecchino di contrabbandiera che la donna le regalò prima di sparire.
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Da quando alcuni nobili hanno cominciato a "ripulire il quartiere", Kira ha capito che i veri ladri indossano abiti buoni.
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Kira non ha mai conosciuto il volto di sua madre, né la voce di un padre. È nata tra le crepe di Bridgefront, il quartiere più dimenticato e pericoloso di Old Korvosa, dove anche le ombre cercano di non dare nell'occhio. La sua infanzia è stata una partita truccata giocata tra vicoli bagnati di piscio e parole a mezza voce, dove ogni passo falso si pagava con le dita — o peggio.
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Fu presa sotto l'ala di una ladra in pensione che tutti chiamavano **Zia Viya**. Vecchia, ruvida, ma con gli occhi che pesavano le intenzioni meglio di una bilancia di Abadar, Viya la chiamava tesoro e le insegnò tutto: il valore di una bugia ben detta, l'arte del passo che non scricchiola, la lama che consola. Prima di sparire — come fanno tutti i veri fantasmi — le lasciò in dono un orecchino d'argento: un sigillo da contrabbandiere, riconoscibile solo da chi è nato per muoversi tra le pieghe del mondo.
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Kira porta ancora quell'orecchino. Non per nostalgia, ma come avvertimento.
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Negli ultimi anni, alcuni nobili hanno deciso di "ripulire" Bridgefront: sgomberi forzati, incendi casuali, pattuglie che cercano più teste che giustizia. Da allora, Kira ha imparato una verità che nessuno le aveva insegnato: i ladri più pericolosi non agiscono di notte — ma siedono nei consigli comunali.
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Dietro il suo sguardo attento c'è un riflesso tagliente, e dietro ogni parola, la possibilità di sparire.
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_"Chi ha tutto non capisce chi non ha niente. Ma chi non ha niente... sa dove colpire."_
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@@ -73,6 +73,16 @@ Una cicatrice sul volto, che tenta di coprire. Assorbe 3 danni da fuoco e da ghi
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## 📖 Background
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Una volta era una bambina come tante, finché un incendio non divorò la sua casa e la sua famiglia. Lysa sopravvisse per miracolo, estratta dalle macerie da un sacerdote di Sarenrae. Il suo volto porta ancora il segno del fuoco: una cicatrice che corre dalla guancia al collo, che lei prova a celare sotto i capelli. Cresciuta nel tempio, ha sviluppato un'energia gentile ma incrollabile, e una fede che brucia come il sole.
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È convinta che la redenzione sia possibile per chiunque — ma non a qualunque prezzo.
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Una volta era una bambina come tante. Amava i fiori selvatici, rincorreva le ombre al tramonto, si addormentava con il canto del fiume. Poi venne il fuoco.
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Nessuno seppe dire da dove partì — una lanterna rovesciata, una candela lasciata accesa, o qualcosa di più oscuro. L'incendio divorò la sua casa in una notte, ingoiando pareti, affetti e sogni in un abbraccio ardente. Della sua famiglia restò solo un nome inciso su un registro. Di lei, un corpo spezzato dal dolore e una cicatrice che corre come un lampo dalla guancia al collo.
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Fu trovata tra le braci ancora tiepide da un sacerdote della *Fiamma Guaritrice*, che giurò di averla vista brillare come un faro nel buio. Portata al tempio di **Sarenrae**, Lysa crebbe tra le preghiere e le cure, tra mani pazienti e sguardi di pietà. Ma lei non voleva pietà. Voleva capire perché.
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Col tempo imparò a invocare la grazia della Dea con la stessa forza con cui altri afferrano una spada. Non per vendetta, ma per guarire. Non per dimenticare, ma per ricordare.
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La sua cicatrice è l'eco del rogo che l'ha forgiata, e lei la nasconde — non per vergogna, ma per scegliere *quando* mostrarla. Perché mostrare dolore è un atto di fiducia. E Lysa ne ha da dare, ma non a chiunque.
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Ora percorre le strade di Korvosa come una lanterna viva: gentile ma incrollabile, capace di perdonare tutto... *tranne l'indifferenza*.
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_"Se posso perdonare il fuoco che mi ha rubato tutto, posso perdonare chiunque. Ma non dimenticare."_
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@@ -70,6 +70,14 @@ Medaglione musicale che vibra di notte. +2 a Conoscenze (storia, nobiltà).
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## 📖 Background
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Melian è nato nei bassifondi, ma con una lingua d'oro e un orecchio assoluto. Cresciuto tra le tende dei teatri ambulanti e le grida dei mercanti, ha imparato che ogni parola è un'arma, ogni risata una difesa. Il suo medaglione musicale, che suona melodie senza tocco, è un cimelio di famiglia — forse appartenuto a un cantore che sfidò un re con una ballata.
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Melian sogna di scrivere un'opera così potente da cambiare il cuore stesso di Korvosa. E nel frattempo... gioca con quelli degli altri.
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Nessuno sa con precisione dove sia nato Melian. Forse tra le tende di un circo ambulante, forse dietro il sipario di un teatro dimenticato, forse nel retrobottega di una casa da gioco. Ma chi lo conosce direbbe che è nato sul palcoscenico.
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Cresciuto nei bassifondi, ha imparato presto a leggere le persone come spartiti aperti: sa quando salire di tono, quando accennare una pausa, quando mentire con un sorriso. Le sue parole sono precise come una lama ben affilata, e quando canta... anche i bugiardi smettono di parlare.
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Il suo bene più prezioso è un piccolo medaglione d'argento, incastonato con una gemma opaca: basta stringerlo per farlo suonare, anche senza tocco. Le melodie che emana cambiano con l'umore di chi le ascolta — malinconiche per chi ha perso, incandescenti per chi ha amato, taglienti per chi ha tradito. Melian dice che appartenesse a un cantore che sfidò un re con una ballata così potente da spezzargli il cuore.
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Non è solo un artista. È un burattinaio di emozioni, un narratore che dosa verità e menzogna come veleni in una coppa d'oro. Intrattiene, irride, confonde. Per alcuni è solo un buffone di talento. Per altri, un provocatore da far sparire. Per lui stesso... uno spettatore che si è stancato di guardare.
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Vuole scrivere un'opera così potente da scuotere le fondamenta del potere. Ma nel frattempo si accontenta di far tremare i cuori di chi gli sta davanti.
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_"Le bugie migliori? Quelle che ti fanno piangere. O ridere. O cambiare."_
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@@ -62,6 +62,13 @@ Ha un simbolo sacro inciso a fuoco sulla spalla. 1/g può ritirare un tiro salve
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## 📖 Background
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Figlio di un araldo caduto in disgrazia, Sirian è cresciuto tra le mura della Caserma della Guardia Sable, educato al codice dell'onore più che alla strategia. Il giorno in cui si rifiutò di arrestare un mendicante innocente, fu pubblicamente ammonito e sospeso. Ma l'ideale non si piega: da allora vaga per Korvosa, aiutando chi può e cercando un motivo per credere che la città possa ancora essere salvata.
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Porta sulla spalla un marchio sacro inciso a fuoco, inflitto durante una prova di fede.
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_"Non serve una spada per essere giusti, ma serve giustizia per impugnare una spada."_
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Figlio di un araldo caduto in disgrazia, Sirian è cresciuto tra le mura della caserma della **Compagnia Nera**, educato più al codice dell'onore che alla prudenza. Da bambino fissava il cielo sperando di cavalcare un giorno gli ippogrifi delle leggende, ma la realtà si è rivelata ben più amara.
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Il giorno in cui si è rifiutato di partecipare all'arresto di un mendicante innocente, colpevole solo di aver fame, un ufficiale l'ha umiliato davanti ai commilitoni. Non è stato espulso, ma da allora è stato allontanato "per riflessione", come dicono loro.
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Non odia l'ordine. Non odia l'autorità. Ma dentro di sé ha scoperto qualcosa di più pericoloso: il dubbio.
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Non sa se fidarsi ancora dell'Ordine che ha amato da sempre.
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Sul suo corpo ha ancora l'emblema di quella Compagnia da cui si è forzatamente allontanato: un simbolo che aveva un'importanza estrema; lo guarda spesso, come se volesse chiedergli se combattere per quei valori di giustizia e legalità con cui è cresciuto, oppure abbandonarla per sempre.
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"So cosa è giusto. Ma se chi comanda fa il torto... allora chi sono io?"
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@@ -71,6 +71,14 @@ Tatuaggio arcano incompleto. +2 a TS contro effetti di ammaliamento.
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## 📖 Background
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Tyren non ha scelto la magia, è la magia che ha scelto lui. Fin da piccolo, strane luci lo seguivano nei sogni, e gli specchi lo riflettevano in ritardo. I suoi tutori — devoti alle tradizioni dell'aristocrazia — cercarono di sopprimere quei poteri con disciplina, punizioni e pozioni calmanti. Tyren fuggì prima dei quindici anni, intrappolando la dimora dei suoi tutori in un'aura di terrore.
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Porta sul braccio un tatuaggio arcano incompleto, segno di un rituale mai terminato. È un'anima inquieta, sarcastica, ma affamata di verità.
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Nato in una famiglia nobile che sognava per lui un futuro da magistrato o accademico, ha iniziato presto a dare problemi: oggetti che fluttuavano, voci nei corridoi, specchi che lo riflettevano con occhi diversi. I tutori tentarono di domarlo con rigide routine, punizioni esemplari e infusi calmanti.
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Non funzionò.
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A quattordici anni, Tyren fuggì. Prima di uscire, lasciò un "regalo": un turbine di paura arcana che trasformò la dimora dei suoi in un labirinto di ombre viventi per un'intera notte. Da allora, il suo nome è sussurrato con vergogna nei salotti buoni.
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Sul suo braccio, un tatuaggio arcano incompleto pulsa debolmente — residuo di un rituale che gli fu imposto ma che interruppe con un'esplosione di volontà.
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Odia chi impone le regole, ma non è un caotico senza scopo. Cerca verità, potere, e un modo per essere libero senza dover chiedere il permesso.
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_"Il sangue dice chi sei. Ma la magia dice cosa puoi diventare."_
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