Rende narrativa la presentazione della campagna

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Alfredo Di Stasio
2026-08-10 14:41:28 +02:00
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# Il valore di un ricordo
Korvosa non dimentica.
Finge.
Finge dietro le sue mura, dietro i suoi stemmi, dietro i registri impolverati degli archivi e dietro le preghiere sussurrate nei templi minori.
Korvosa finge di essere una città come le altre: una città di leggi e di debiti coperti da inutili festeggiamenti, una città dove l'opulenza delle case nobiliari oscura la fragilità della popolazione, una città dove la malavita è in ogni taverna e quando qualcuno fa troppe domande, il fondo del Jeggare sarà la sua nuova - ed ultima - dimora.
Sotto la pietra e le menzogne si nasconde sempre qualcosa.
Non un mostro.
Non una tomba.
Non un tesoro.
Qualcosa di peggiore: una memoria.
Qualcosa che la città ha scelto di perdere.
Qualcosa che qualcuno ha chiuso fuori.
E che, adesso, sta bussando.
---
Non sarete convocati da un nobile con una borsa d'oro, né riceverete una mappa.
Non partirete per salvare il mondo perché una profezia lo ha scritto su una pergamena.
Erediterete qualcosa che non volevate e che non capite, ma che non potete restituire.
È un ricordo che non appartiene a voi:
> Una stanza che non dovrebbe esistere.
> Cinque oggetti su un tavolo.
> Una sedia vuota.
> Una porta.
> E qualcuno che bussa dall'altra parte.
Quando tornerete a Korvosa, la città sarà ancora lì: sporca, viva, arrogante, crudele.
Ma qualcosa sarà cambiato.
Una porta comparirà dove prima c'era un muro.
Un nome sarà stato raschiato via dai registri.
Una donna piangerà per una casa che non ricorda più.
E tutti giureranno che quella stanza non è mai esistita.
Tutti, tranne ciò che bussa.
---
Ci saranno vicoli sporchi, archivi proibiti, stanze impossibili, Custodi che mentono, famiglie che nascondono colpe antiche e persone comuni schiacciate da scelte fatte prima ancora che nascessero.
Ci saranno nemici da affrontare.
Ci sarà sangue.
Ma non basterà sfondare porte e uccidere ciò che c'è dietro.
Perché a volte la porta era chiusa per una ragione.
E a volte la cosa peggiore non è ciò che entra.
È scoprire chi hai lasciato fuori.
---
Questa è una storia su memoria, identità e responsabilità.
Su ciò che resta quando dimentichi il volto di qualcuno che amavi.
Su una promessa che continua a pesare anche quando nessuno ricorda più a chi fosse stata fatta.
Su un debito saldato da una persona che non è mai esistita.
Su una casa che non riconosci più, anche se hai ancora la chiave in tasca.
Su una città che continua a sopravvivere perché qualcun altro, da qualche parte, sta pagando il prezzo.
Dovrete indagare.
Dovrete combattere.
Dovrete scegliere di chi fidarvi.
Dovrete capire quando una bugia è una prigione e quando è l'unica cosa che impedisce al resto di crollare.
E prima o poi dovrete rispondere a una domanda semplice:
> Quanto di te sei disposto a sacrificare per preservare qualcosa di più grande di te?
---
Il primo arco si intitola provvisoriamente:
> **Dietro la porta**
E comincia così:
Qualcuno bussa.
Non sapete ancora da dove.
Non sapete ancora da quanto tempo.
Non sapete ancora chi sia.
Sapete solo una cosa.
Qualcuno è stato lasciato fuori.
E adesso vi ha sentiti.