Rende narrativa la presentazione della campagna

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Alfredo Di Stasio
2026-08-11 16:56:52 +02:00
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@@ -4,110 +4,109 @@ Korvosa non dimentica.
Finge. Finge.
Finge dietro le sue mura, dietro i suoi stemmi, dietro i registri impolverati degli archivi e dietro le preghiere sussurrate nei templi minori. Finge dietro le sue mura, dietro i suoi stemmi, dietro i registri impolverati degli archivi e dietro le preghiere sussurrate nei templi minori.
Korvosa finge di essere una città come le altre: una città di leggi e di debiti coperti da inutili festeggiamenti, una città dove l'opulenza delle case nobiliari oscura la fragilità della popolazione, una città dove la malavita è in ogni taverna e quando qualcuno fa troppe domande, il fondo del Jeggare sarà la sua nuova - ed ultima - dimora. Korvosa finge di essere una città come le altre: una città di leggi e di debiti coperti da feste di facciata; una città dove l'opulenza delle case nobiliari oscura la fragilità della popolazione; una città dove la malavita è in ogni taverna e, quando qualcuno fa troppe domande, il fondo del Jeggare diventa la sua nuova e ultima dimora.
Sotto la pietra e le menzogne si nasconde sempre qualcosa. Sotto la pietra e le menzogne si nasconde sempre qualcosa.
Non un mostro. Non un mostro.
Non una tomba. Non una tomba.
Non un tesoro. Non un tesoro.
Qualcosa di peggiore: una memoria. Qualcosa di peggiore: una memoria.
Qualcosa che la città ha scelto di perdere. Qualcosa che la città ha scelto di perdere.
Qualcosa che qualcuno ha chiuso fuori. Qualcosa che qualcuno ha chiuso fuori.
E che, adesso, sta bussando. E che, adesso, sta bussando.
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Non sarete convocati da un nobile con una borsa d'oro, né riceverete una mappa. Nessun nobile con una borsa d'oro.
Non partirete per salvare il mondo perché una profezia lo ha scritto su una pergamena.
Erediterete qualcosa che non volevate e che non capite, ma che non potete restituire. Nessuna mappa.
È un ricordo che non appartiene a voi: Nessuna profezia scritta su una pergamena per annunciare chi dovrà salvare il mondo.
> Una stanza che non dovrebbe esistere. Solo un'eredità inattesa.
> Cinque oggetti su un tavolo.
> Una sedia vuota. Qualcosa che non è stato chiesto.
> Una porta.
Qualcosa che non è compreso.
Qualcosa che non può essere restituito.
Un ricordo che non appartiene a chi lo riceve:
> Una stanza che non dovrebbe esistere.
> Cinque oggetti su un tavolo.
> Una sedia vuota.
> Una porta.
> E qualcuno che bussa dall'altra parte. > E qualcuno che bussa dall'altra parte.
Quando tornerete a Korvosa, la città sarà ancora lì: sporca, viva, arrogante, crudele. Quando Korvosa riapre gli occhi, la città è ancora lì: sporca, viva, arrogante, crudele.
Ma qualcosa sarà cambiato. Ma qualcosa è cambiato.
Una porta comparirà dove prima c'era un muro. Una porta compare dove prima c'era un muro.
Un nome sarà stato raschiato via dai registri. Un nome è stato raschiato via dai registri.
Una donna piange per una casa che non ricorda più. Una donna piange per una casa che non ricorda più.
E tutti giureranno che quella stanza non è mai esistita. E tutti giurano che quella stanza non è mai esistita.
Tutti, tranne ciò che bussa. Tutti, tranne ciò che bussa.
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Ci saranno vicoli sporchi, archivi proibiti, stanze impossibili, Custodi che mentono, famiglie che nascondono colpe antiche e persone comuni schiacciate da scelte fatte prima ancora che nascessero. Ci sono vicoli sporchi, archivi proibiti, stanze impossibili, Custodi che mentono, famiglie che nascondono colpe antiche e persone comuni schiacciate da scelte fatte prima ancora che nascessero.
Ci saranno nemici da affrontare. Ci sono nemici da affrontare.
Ci sarà sangue. C sangue.
Ma non basterà sfondare porte e uccidere ciò che c'è dietro. Ma non basta sfondare porte e uccidere ciò che c'è dietro.
Perché a volte la porta era chiusa per una ragione. Perché a volte la porta era chiusa per una ragione.
E a volte la cosa peggiore non è ciò che entra. E a volte la cosa peggiore non è ciò che entra.
È scoprire chi hai lasciato fuori. È scoprire chi è stato lasciato fuori.
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Questa è una storia su memoria, identità e responsabilità. Memoria, identità e responsabilità si confondono qui.
Su ciò che resta quando dimentichi il volto di qualcuno che amavi. Quando il volto di qualcuno che si amava viene dimenticato, resta qualcosa che non smette di pesare.
Su una promessa che continua a pesare anche quando nessuno ricorda più a chi fosse stata fatta. Una promessa continua a esistere anche se nessuno ricorda più a chi fosse stata fatta.
Su un debito saldato da una persona che non è mai esistita. Un debito viene saldato da qualcuno che non dovrebbe nemmeno esistere.
Su una casa che non riconosci più, anche se hai ancora la chiave in tasca. Una casa non si riconosce più, anche se la chiave è ancora in tasca.
Su una città che continua a sopravvivere perché qualcun altro, da qualche parte, sta pagando il prezzo. E una città sopravvive solo perché, da qualche parte, qualcuno continua a pagarne il prezzo.
Dovrete indagare. Indagini personali, regolamenti di conti e accordi politici alimentano voci e malumori.
Dovrete combattere. Una bugia può essere una prigione o lunica cosa che impedisce al resto di crollare.
Dovrete scegliere di chi fidarvi. Fino a quando resterà una sola domanda:
Dovrete capire quando una bugia è una prigione e quando è l'unica cosa che impedisce al resto di crollare.
E prima o poi dovrete rispondere a una domanda semplice:
> Quanto di te sei disposto a sacrificare per preservare qualcosa di più grande di te? > Quanto di te sei disposto a sacrificare per preservare qualcosa di più grande di te?
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Il primo arco si intitola provvisoriamente:
> **Dietro la porta**
E comincia così:
Qualcuno bussa. Qualcuno bussa.
Non sapete ancora da dove. Non si sa ancora da dove.
Non sapete ancora da quanto tempo. Non si sa ancora da quanto tempo.
Non sapete ancora chi sia. Non si sa ancora chi sia.
Sapete solo una cosa. Si sa solo una cosa.
Qualcuno è stato lasciato fuori. Qualcuno è stato lasciato fuori.
E adesso vi ha sentiti. E adesso sa di essere stato sentito.